Wakoucha, piccola introduzione ai te neri giapponesi.

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Wakoucha, piccola introduzione ai te neri giapponesi.

Lo ammetto, non sono mai stato un appassionato di te giapponesi, non amo i sentori estramamente vegetali... mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa...
Detto questo, avete mai sentito parlare dei tè neri giapponesi? O dei Wulong Giapponesi?
Il Giappone, storicamente, produce quasi solo tè verde. Molti di voi conoscono il Bancha, il Sencha, il Gyokuro  ed ovviamente il matcha. Anche se, per come la penso io, dire Bancha, dire Sencha, dire Gyokuro non vuol dire assolutamente un C*zzo: ogni tè, come il vino magari, necessita di diverse informazioni, quali la zona di produzione, speciali tecniche di lavorazione, il raccolto, la cultivar e perchè no, anche il produttore (il contadino, il teamaster, la factory etc).

Bisogna Pretendere queste informazioni. Chiedete sempre.


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Ritornando al Giappone, i primi esperimenti volti esclusivamente ad uso commerciale (alla fine dell'800 il tè nero era praticamente utilizzato in gran parte
del mondo occidentale), di produzione di tè nero, risalgono a circa 150 anni fa. Ed effettivamente, questi esperimenti  (soprattutto relativi alla conservazione, il prodotto doveva affrontare lunghi viaggi via mare, i te verdi giapponesi sono molto sensibili al tempo, all'aria, al sole) portarono i primi frutti e nel 1874 i Wakoucha diventarono i te piu importati (i te neri giapponesi) nel mercato americano. Un risultato estremo per un paese molto piccolo e molto piu piccolo dei paesi concorrenti.

Poi, il XX secolo, le guerre, la conversione dei campi agricoli in riso, alcune scelte commerciali sbagliate  e soprattutto, una reale mancanza di mercato interno (i giapponesi preferiscono quasi esclusivamente i te verdi dal forte carattere vegetale e dal forte umami) portarono, agli inizi degli anni 70, al totale abbandono produttivo dei te neri da parte dei giapponesi.
Devono passare circa 30 anni per un ritorno in auge di questa particolare produzione in Giappone, anche se ancora oggi i te neri Wakoucha  sono poco prodotti (i produttori, contadini, aziende sono davvero poche per una quantità limitatissima) e sono ricercati esclusivamente da appassionati  e cultori. Teniamo presente, sono dati del 2012, che la produzione totale del Giappone è del 2% rispetto a quella mondiale (teniamo presente questo dato quando acquistiamo bancha, sencha e Matcha a basso costo).
Il gusto è ben diverso dai te neri tradizionali. Sia per il terroir e soprattutto per la Cultivar. Come già detto, le cultivar giapponesi  sono tecnicamente adatte alla produzione dei te verdi. A parte qualche raro caso, ed a differenza per esempio dalla cina, dove ogni cultivar puo produrre un tè diverso (come nel caso degli yancha, dei Dancong e di alcuni tè rossi), in Giappone le Cultivar sono quelle e con quelle si producono le diverse tipologie.
Tutto questo ovviamente si ritrova nel prodotto finito: così, i Wakoucha conservano, nella loro estrema delicatezza, un sentore vegetale forte, una minima astringenza, note di sottobosco.
Generalmente, possiamo distinguere tre tipologie di wakōcha:

  1. Jina (滋納) – un wakōcha dolce e morbido, da gustare senza aggiungere nulla, che si abbina bene con i dolci tradizionali giapponesi.
  2. Seiren (清廉) – un wakōcha dal profumo pronunciato, da gustare assolutamente senza aggiungere null’altro. Per apprezzare al meglio il suo fascino, si potrebbe abbinare a della frutta secca.
  3. Boran (望蘭) – un wakōcha simile al tè indiano o dello Sri Lanka. Un tè corposo e astringente che si può gustare aggiungendo del latte. Si abbina bene con i dolci occidentali.

Questa distinzione, o meglio, questa sezione è presa alla pari dal Numero 5 di Fogli di tè, la rivista italiana dedicata esclusivamente, appunto, al tè. Se non la conoscete, vi consiglio vivamente di darci un occhio:
è precisa, ben fatta, studiata. Il Numero 5 di Fogli di tè è dedicato esclusivamente ai Wakoucha. Ripeto, date un occhio.

Tornando a noi, ho quasi finito, e non è da sottovalutare, il bassissimo o minimo o quasi nullo uso di pesticidi. Vi segnalo, tra i Wakoucha disponibili su gixlovestea, il Mirai First, il Kahori. Tra i Wulong, invece, Onnotya

 

Piccola Chiusa, piccola idea personale.

Secondo me, il mercato del tè è ad una svolta. I clienti, gli appassionati sono sempre di più e sempre di più alla ricerca di un prodotto di alta qualità, di origine certa e tracciabile.

Proprio come me.

 

 


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